[VMware] VMware Cloud Foundation 9: il cloud privato secondo Broadcom
Con l’arrivo della versione 9, VMware Cloud Foundation inaugura una nuova fase, segnata dall’ingresso a pieno titolo nell’ecosistema Broadcom. Un rilascio che non si limita ad aggiornare tecnologie e strumenti, ma che rispecchia un cambiamento più profondo nella strategia: offrire una piattaforma moderna e coesa, adatta a supportare carichi di lavoro tradizionali e cloud-native in modo coerente, automatizzato e sicuro.
Fonte ufficiale: Introducing VMware Cloud Foundation 9 – VMware Cloud Foundation (VCF) Blog
Un’unica piattaforma per ambienti enterprise moderni
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VMware Cloud Foundation 9 conferma l’approccio “full stack” alla gestione del data center: elaborazione, storage, rete e sicurezza sono integrati in modo nativo e orchestrati da un piano di controllo centralizzato. Questa coerenza dell’infrastruttura è la base per semplificare le operations e accelerare l’adozione di modelli agili, soprattutto in ambienti on-premise che vogliono mantenere il controllo senza rinunciare a efficienza e scalabilità.
Rispetto alle versioni precedenti, VCF 9 non introduce una rivoluzione, ma consolida le funzionalità chiave e le rende più fruibili, puntando su tre direttrici: prestazioni, semplificazione operativa e sicurezza.
Novità principali: NSX, networking e automazione
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Una delle innovazioni più significative riguarda l’infrastruttura di rete. VCF 9 estende il supporto alle NSX Virtual Private Clouds (VPC), un modello che consente di isolare e organizzare le reti virtuali in modo più chiaro, flessibile e multi-tenant. È una risposta concreta alle esigenze dei clienti che gestiscono ambienti complessi e segmentati, dove il disaccoppiamento logico delle reti è fondamentale.
Dal punto di vista delle performance, NSX con Enhanced Data Path è ora disponibile in modalità completamente integrata. Il guadagno non è solo teorico: parliamo di un incremento fino a 3 volte nelle prestazioni di switching rispetto al dataplane classico. Un miglioramento notevole, soprattutto in ottica di AI, analytics e carichi distribuiti.
Anche l’automazione subisce un’evoluzione. Con VCF 9, Broadcom ha annunciato la dismissione graduale di VMware Aria Automation Pipelines. Questo significa che in futuro la pipeline CI/CD VMware sarà basata su strumenti diversi, probabilmente più allineati ai modelli GitOps e alle integrazioni moderne. È una scelta che va letta nella direzione di snellire e razionalizzare l’offerta, puntando su strumenti più coerenti con le architetture cloud-native.
Sicurezza e gestione: TLS 1.3, OAuth e gestione unificata
Sul fronte della sicurezza, VCF 9 adotta in modo esteso TLS 1.3 e introduce il supporto per l’autenticazione OAuth nel VCF Usage Meter 9.0. Si tratta di misure importanti per rafforzare la protezione dei dati in transito e rendere l’intero sistema più robusto rispetto a eventuali vulnerabilità di protocollo o accesso non autorizzato.
A livello gestionale, viene migliorata l’integrazione con i tool di lifecycle management: la piattaforma è in grado di orchestrare patching, aggiornamenti e configurazioni da un punto centralizzato. Questo riduce drasticamente il tempo speso dagli amministratori su attività ripetitive e abbassa il rischio di errori dovuti a configurazioni non allineate tra i nodi o i domini.
Considerazioni finali
VMware Cloud Foundation 9 è esattamente ciò che serve in questa fase: stabilità, coerenza, rafforzamento delle fondamenta. È un rilascio che parla agli architetti infrastrutturali, agli amministratori IT e ai responsabili sicurezza, offrendo una piattaforma che evolve nel segno della continuità, ma con una nuova spinta propulsiva impressa da Broadcom.
In un momento in cui molte aziende stanno ripensando la propria strategia cloud, VCF 9 si propone come alternativa solida all’hybrid cloud pubblico: una base moderna su cui costruire ambienti privati evoluti, senza rinunciare al controllo e alla visibilità.